Alla scoperta di Babbo Natale!

Sarà la temperatura calda che inizia a farsi sentire,saranno gli impegni del lavoro che si intensificano..però l’atmosfera del Natale qui non l’avverto per niente! E mi stranisco anche quando mi accorgo di un timido addobbo natalizio su Swanston street.. in pieno centro.

Certo che il Natale a 30 gradi è proprio strano, e sono così buffi certi babbi Natale con la versione Summer del tipico vestito di natale, ovvero, calzoncini e maniche corte (perché ovviamente morirebbero dal caldo!)..troppo comici!

Invece ho notato molto il Natale quando sono andato a fare la spesa, ormai nel mio supermercato preferito, Mediterranean, era un trionfo di panettoni, torroni, alberi di natale, cotechini e zamponi! Che meraviglia!

A scuola è sempre qualcosa di particolare invece.
Nelle ultime settimane, si sono susseguite piccole feste dopo la lezioni, via vai di dolci e una cosa che mi ha reso molto felice, ricevere tantissimi cioccolatini e dolci da parte dei miei studenti! Che carini! Adesso ho la scorta fino all’anno prossimo!


In questi ultimi giorni di scuola (per quest’anno) siamo stati molto impegnati ad organizzare la festa di Natale, con tutti gli studenti che si è svolta in un ristorante italiano, ovviamente: è stata veramente una serata speciale!
Ma il gran da fare è stato soprattutto organizzare il famoso concerto di Natale dei bambini. Abbiamo affittato una sala e l’abbiamo addobbata a puntino. Poi abbiamo gestito più di 50 bambini cercando di farli stare buoni senza che si facessero male ma come al solito la cosa più difficile è stata gestire I GENITORI!

Comunque, siamo riusciti a fare anche quello; i bambini hanno cantato le canzoncine di natale in italiano mentre quelli più grandicelli hanno fatto una vera e propria recita! E poi sorpresa! È arrivato anche Babbo Natale a dare le caramelle…e indovinate chi ha dovuto fare Babbo Natale???
Con tre cuscini in pancia e la barba che cadeva sempre è stata una vera è propria sudata, ma molto divertente. Dopo c’è stato anche un piccolo buffet e le varie foto di rito.. è stata una giornata tenerissima, con tutti quei bambini piccoli che cantavano in italiano le canzoni che gli avevamo insegnato! Emozionante!


Dopo la chiusura della scuola per le vacanze estive/natalizie, il mio lavoro si è intensificato al Green bar, dove si lavora sempre tantissimo ma si riesce sempre a fare qualche risata, soprattutto con Claudia, una ragazza di Torino arrivata da poco con cui ho subito stretto un bellissimo rapporto. Ovviamente ho dovuto lavorare fino alla vigilia di Natale e facendo salti mortali, sono riuscito ad andare alla cena natalizia dai miei cugini. È stata una cosa importante per me, perché già in questo periodo non sentivo per niente l’atmosfera del Natale, tutto spento, tutto come al solito, in effetti in un paese multiculturale è difficile mantenere certe tradizioni cattoliche, così l’atmosfera natalizia si limitava allo scopo prettamente commerciale. Invece, appena sono arrivato a casa di Roy, tutto lo scenario che mi mancava l’ho ricevuto in un baleno: atmosfera di festa, tanti amici e parenti con cui parlare, scherzare, l’albero di Natale, panettoni, la tavola imbandita con la tovaglia rigorosamente rossa e perfino un presepe! Infinità di dolci, CIBO BUONO!!! ..e infine lo scambio di regalini sotto l’albero.. anche per me! Sono troppo carini, li adoro! ah!Questo è il Natale!
E non poteva non mancare anche la mitica giocata a carte!
A questo punto: BuOn NaTaLe!!!


BUON

NATALE

DA

MELBOURNE ! ! !//www.youtube.com/get_player
Tanti Auguri di un Felice Natale con una delle canzoni cantate dai bambini!

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Mediterranean delicatessen.

Ho già raccontato delle varietà di prodotti che si possono trovare qui a
Melbourne, e spesso sorprende quando al supermercato o anche per strada, ti accorgi che vendono delle cose che mai ti sogneresti di trovare in un paese così lontano dall’Italia. Penso sia lo stesso per altri prodotti di altri paesi e culture.
Fin dall’inizio mi avevano parlato di un famoso supermercato che vende solo cose e prodotti italiani, sapevo che si trovava a Brunswick ma i primi mesi non avevo mai avuto il tempo di andare a cercarlo, quando un giorno, mesi fa, con Anna e Michelangelo, uno dei tanti pomeriggi piovosi d’inverno, ci siamo messi a cercarlo e con sorpresa, ho scoperto che si trova proprio dietro casa mia, a Sydney road!!! Amazing! Appena siamo entrati, l’impressione che abbiamo avuto è stata quella di un grande generi alimentari di una volta, che ormai è raro trovare nel nostro paese, tutto made in Italy, non solo prodotti conosciuti e commercializzati ma anche marche minori italiane. Per noi, è stato come il paradiso all’improvviso! Vedere certe cose che facevano parte della nostra cultura, qui, è stato come ritornare in Italia e probabilmente questo è stato lo stesso per tanti italiani emigrati qui tanto tempo fa! Ci aggiriamo per gli scaffali come bambini “ “Guardate! Il dado star!
Il fustino del Dash! Il CIOBAR!!!”
Finalmente un po’ di sapori di casa!!! poi la salumeria e l’odore del formaggio
appena grattugiato o la possibilità di scegliere diversi tipi di prosciutto! Che goduria!!!
Da allora è diventata la mia prima sosta per fare la spesa, un po’ come andare in Italia per fare la spesa, proprio a due passi da casa! Questa si che è fortuna!

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I love my Backpacker life!

Come tutti i viaggi, arriva sempre il momento di partire.

Questi giorni in Tasmania sono stati molto più lunghi di quanto pensassi! Adesso che il viaggio è finito, se penso a tutto quello che ho visto e fatto, mi sembra di esserci rimasto per tanto tempo. Ma oltre alle cose che ho visto la cosa più bella sono state le persone che ho incontrato. Ricordo che il primo giorno in ostello avevo la stanza vuota e mi son detto: Che fortuna!.. il giorno dopo tutti i letti erano occupati e in camera c’era

tanta allegria.. dopo pochi giorni mi consideravo ancora più fortunato di prima! Fin dal primo giorno abbiamo fatto comitiva, si parlava, si scherzava, si condividevano le avventure di viaggio e le emozioni provate nei vari posti dove eravamo stati. Ogni sera era come uscire con i propri amici del paese, appuntamento in salotto e poi tutti insieme a brindare, c’era sempre qualche motivo!

Sembravamo uniti come amici d’infanzia e magari ci conoscevamo da poche ore soltanto! Quell’ostello era diventato una grande casa, ci si incontrava in cucina e mangiavamo insieme, o in camera organizzando le serate. Quanto mi mancava questa vita! Spacchettare lo zaino, sistemarsi in camera, trovarsi uno spazio in frigo per le proprie cose e fare il letto facendo le acrobazie varie tipo missione impossibile per non svegliare gli altri!

C’è chi l’ostello lo considera negativamente ma io non riuscirei mai più a viaggiare in un modo diverso da questo! Adoro incontrarmi con gli altri viaggiatori in corridoio, parlare e conoscere tante persone da tutto il mondo. E poi la cosa più bella è la cucina! È bellissimo cucinare in mezzo a tante altre persone con abitudini alimentari e culture diverse.. vedi di tutto in cucina e ti incuriosisci, fai amicizia facilmente, magari perché ti manca il sale, una collaborazione totale come se fossimo parte di una comunità.. in fondo lo è! Ricordo mentre cucinavo la mia pasta, due ragazzi, un inglese e una spagnola mi guardavano interessati per il semplice modo di cucinare la pasta.. normale per me.. ma poi alla fine mi hanno chiesto in dettaglio la procedura. Solo dopo mezz’ora di chiacchierata mi hanno chiesto da dove venissi e dopo aver detto: “I’m Italian!” ho visto la soddisfazione nelle loro facce come una specie di garanzia! Anch’io ho imparato delle cose da altri.

Ma se c’è un cosa che adoro fare non appena arrivo in un posto nuovo e che mi fa sentire la libertà.. è andare al supermercato! Si, strano, ma andare al supermercato per farsi la spesa è come se diventassi all’improvviso locale, incontrare la gente del luogo e avere le loro stesse abitudini, riesci subito ad assaporare lo stile di vita di quel posto!

Tutto questo fa parte della vita da Backpacker ovvero viaggiatore con lo zaino in spalla, è proprio un’ attitudine, una filosofia di vita, un modo di pensare e di godersi il viaggio. Ad alcuni sembra strano come si possa viaggiare in questo modo,senza servizi, senza troppe comodità..ma ci sono tante piccole cose del viaggio che ti arricchiscono enormemente. Da quando ho iniziato il mio viaggio, ho sentito una certa familiarità con tutti i particolari del viaggio, come la sensazione di conforto quando si torna a casa dopo un lungo viaggio in macchina!

Mi mancava la sensazione del nuovo, di scoperta, di sorpresa verso quel posto sconosciuto che dopo poche ore diventa TUO, ogni città diventa la tua e ogni piccolo particolare diventa un’avventura, ma come ho detto prima sono le persone che incontri che fanno il tuo viaggio, l’amicizia sincera che si instaura velocemente e le emozioni che ti lasciano con i loro racconti e tutto quello che condividi con loro, e ti ritrovi così a visitare non solo il posto in cui ti trovi ma tutto il mondo sotto un singolo cielo! Così anche questo viaggio in Tasmania finisce. Grazie a tutti i miei amici della Tasmania! Ci rivedremo un giorno, da qualche parte nel mondo!

Buona fortuna!

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Salamanca Market

Vivendo Hobart per un po’, ho capito che è una cittadina molto tranquilla,
la sera non c’è granché da fare, i locali chiudono alle 21, e in ostello mi ricordo c’era una lista settimanale del locale che a turno rimaneva aperto fino a mezzanotte, per ogni giorno e la cosa mi ha fatto ridere, perché mi è sembrata la lista delle farmacie notturne nelle città italiane! Ahaha
Ma il sabato mattina la città sta tutta a Salamanca Place, la piazza principale, dove allestiscono il famoso mercato dove si trova di tutto! Mi alzo presto apposta e con i miei amici dell’ostello andiamo tutti insieme a fare un giro e a curiosare tra le bancarelle!
Per me erano molto interessanti gli oggetti in legno fatti a mano ma soprattutto la parte della frutta, dove potevi trovare i lamponi più buoni del mondo, quelli tasmaniani appunto, famosa per la produzione del lamponi!
Ovviamene ho fatto una scorpacciata ..mmm BUONIII!!! e poi in genere si dice che tutta la frutta e verdura della Tasmania sia la migliore del paese!
Tom, un amico inglese deve comprare dei regali di natale da mandare alla famiglia a Londra. Mentre passeggiamo, notiamo un interessantissimo concerto di cornamusa scozzesi! Molto bravi con il capo che introduce ogni melodia spiegando lo scopo e il significato e i bambini che ballano con i costumi locali. Rimaniamo incollati a godere delle bella musica, ma la cosa più bella è stata quando il capo, parlando della storia della cornamusa, dice che la Scozia non è l’unico posto dove si suona questo affascinante strumento.. c’è un posto dove la cornamusa era ed è ancora usata per particolari celebrazioni, e questo posto è la SICILIA!!!!!!!!! Che sopresa!

In effetti è vero! Mi fa ricordare certe feste folkloristiche dei paesi di montagna in Sicilia dove si suona la cornamusa italiana, forse un po’ diversa, ovvero la Zampogna. Anche a Pozzallo c’è una tradizione che si rispetta ogni anno. Durante il periodo natalizio infatti si possono vedere i Zampognari! Che con i costumi antichi suonano “A Ninnaredda” per le vie della città! (vedi foto dei zampognari nel Natale 2008)Rimaniamo lì ad ascoltare le belle melodie e sentirci u po’ in Scozia!
Viva la Scozia, Viva la Sicilia, Viva la TasmaniA!

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PORT ARTHUR.

E finalmente arrivo a Port Arthur.
Da premettere, l’ho sentito nominare cosìtante volte in questi giorni che sinceramente pensavo che, visto l’afflusso turistico, fosse una vera e propria città abitata.. invece no, è un piccolo villaggio fantasma su una collina.
Poi vedendo la posizione isolata e conoscendo ancora un po’ di storia, ho capito perché sorge silenziosamente in una baia. Appena si arriva, si entra nel centro visitatori, dove si trovano tutti i servizi necessari per i visitatori, molto ben organizzato. Appena registrati, ci danno una carta da gioco con un nome scritto sopra e tutti i vari biglietti d’ingresso e una mappa del piccolo villaggio. Praticamente, al piano terra è allestita un’interessante mostra sul viaggio dei galeotti verso l’isola penitenziaria, e ognuno è abbinato ad un prigioniero, così si può seguire fin dall’inizio il suo viaggio. Io sono un certo Edward Brown, un ragazzo sedicenne londinese, arrestato perché aveva rubato un quadro da una famiglia ricca.. e deportato subito nella sperduta Van Diemen’s Land, ovvero la Tasmania! La mostra inizia con l’ingresso in nave, dove poi si arriva davanti al giudice per la sentenza locale. Edward Brown, poiché troppo giovane, non fu mandato in prigione dove insieme a delinquenti peggiori,sarebbe diventato davvero un criminale, ma fu affidato ad un calzolaio, a lavorare per lui.
Qui, c’è una grande stanza con le raffigurazioni di tutti i detenuti e le loro storie, Si può seguire la storia del detenuto che ti è stato affidato ma è altrettanto interessante leggere la storia di tanti altri molto più sfortunati di Edward.. anche se alla fine scopro che Edward non era ritenuto bravo a fare il calzolaio così fu mandato a fare il muratore, ma per le condizioni assurde in cui lavorava, pochi anni dopo si ammalò di polmonite e morì giovane.. che triste!
Ti ci affezioni quasi a questi detenuti.. perché ho la sensazione che all’epoca,
sicuramente alcuni di loro erano veri criminali, ma altri no! Come Edward Brown, è quindi penso proprio che siano stati sfruttati ancora di più!
Comunque, la mostra finisce all’uscita del centro visitatori, dove c’è il punto di
incontro con la guida, che a gruppi di 20, ti portano in giro per Port Arthur e ti
spiegano tutto.
Da lontano si vede la struttura fantasma del penitenziario principale, mentre la guida ci racconta tutta la storia.. tutto si svolge in un rispettoso silenzio e calma.. anche la guida è molto seria e quando parla nessuna battuta per farci ridere o cose del genere, come se si volesse rispettare la drammaticità del posto. In effetti, qui hanno sofferto tante vite umane, si è parlato anche di omicidio psicologico verso i detenuti, costretti a scontare la loro pena in condizioni disumane e assolutamente senza rispetto dell’essere umano come persona! Erano sfruttati e maltrattati!
In celle strettissime e umidissime, e ai primi anni della fondazione senza servizi
igienici! Ovviamente alcuni di loro morivano dopo poco, per non parlare di tutti i problemi psicologici che gli causavano! In tanti diventavano pazzi e con gravi problemi mentali. La guida ci spiega che, all’epoca, i governatori di questo posto erano così crudeli che per i detenuti che si comportavano i modo strano, avevano costruito una stanza totalmente al buio e cupa, senza fessure, dove il condannato doveva rimanere anche per più giorni interi.. isolato da tutto!
Per loro quella era la giusta punizione per correggere il comportamento “sbagliato”.. invece non si rendevano conto che era la botta finale per ucciderlo interiormente! La guida ci sconsiglia di andare a vedere la stanza, chiamata Dark Room (stanza scura) soprattutto se soffriamo di claustrofobia.
Dopo una bella oretta di spiegazione di tutti gli edifici, ci lascia
liberi di visitare da vicino ogni posto. Port Arthur infatti era diventato un vero
e proprio villaggio retta dall’economia della deportazione e dal penitenziario.
Con gli anni, oltre alla prigione, costruirono le ville dei governatori e vari
ufficiali, ovviamente in una zona un po’
lontana dal penitenziario, servite da
tutte le comodità dell’epoca, lussuose e da come sono state restaurate
sembra proprio che vivessero uno stile di vita completamente diverso e ignaro
rispetto a quello che succedeva a pochi metri, con i deportati. Ovviamente
c’erano anche le case delle serve, dei soldati.
Poi crearono anche l’ospedale per curare i tanti malati, dove spesso morivano per le gravi malattie. C’è anche una abbazia, abbastanza grande, un violento incendio ha distrutto il soffitto, ma le pareti sontuose sono ancora in piedi e doveva essere proprio bella all’epoca.
Quando arrivo alla prigione costruita successivamente, tutto è intatto, si può visitare ogni cella, dove dentro spesso c’è la storia di alcuni dei famosi prigionieri che hanno scontato la loro pena lì, c’è il tribunale restaurato alla perfezione, visitabile interamente con la riproduzione di una sentenza in sottofondo che ti fa veramente vivere l’atmosfera ansiosa.
E finalmente, mi dirigo verso la Dark Room. Un corridoio stretto conduce ad una porta piccola e bassa, non c’è luce e personalmente ho davvero problemi ad varcare la soglia! Io non ho problemi si claustrofobia ma credetemi, ha un’atmosfera così soffocante che non riesci a mettere la testa dentro, è come se ci si infilasse dentro una nube nera! Non si vede proprio nulla..neanche la luce del cellulare è così forte e per poter vedere l’interno ho dovuto fare la foto con il flash! E penso a tutte quelle persone che sono rimaste qui per giornate intere! Per forza poi sono diventate pazze!
Perché è così cattivo l’uomo? Vado in giro per il sito, visitando le varie casette e edifici all’interno, e leggendo le varie storie, come anche tanti Irlandesi deportati qui solo perché Irlandesi e disertori alla regina.. (parliamone!).
Arrivo nella struttura principale, il penitenziario, sono rimaste solo le pareti, ma si può benissimo vedere come doveva essere all’epoca, e come diceva la guida, è scioccante notare le dimensioni delle celle!

Il biglietto include un giro in barca intorno alla baia e le isolette , mentre aspetto l’orario di imbarco, giro qua e la. C’è tanto turismo ma l’atmosfera è
proprio rispettosa. Sulla mappa, noto un monumento.. non riesco a capire cosa
sia. Dopo la crociera sulla baia, dove ti spiegano ancora piccoli aneddoti di vita
del posto, tornando verso l’uscita, trovo il monumento strano.. e leggendo
l’epigrafe, scopro che nel 2006 un pazzo armato di pistola, sparò chiunque si
trovasse nella sua mira, uccidendo 38 persone!
Una strage che scioccò il paese in un posto già sfortunato! Che tragedia! E parlandone con i miei amici dell’ostello, mi dicono che in Tasmania cercano in tutti i modi di non parlarne! Proprio perché così orrenda che svantaggerebbe ancora di più il posto per il turismo! Infatti la guida non ha fatto una parola su questo fatto!
Così ho visto Port Arthur.. un luogo triste come mi avevano accennato ma molto interessante perché ti aiuta a capire e imparare certe cose.. un altro di quei posti che dovrebbe essere visto da certe persone!

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