Ritorno alle origini

Strano rivivere di nuovo l’estate! Quest’anno praticamente non ho vissuto l’inverno, o comunque ho vissuto solo un mese di autunno. Certo che sarebbe una bella idea vivere sempre d’estate! Per me sarebbe perfetto! Non odio l’inverno ma l’estate mi da più stimoli. Pian piano riprendo la vita di Pozzallo, le abitudini, i luoghi e quella quotidianità pozzallese che ormai avevo dimenticato da tempo, visto che sono tanti anni che non vivo appieno la città. Ho deciso di rimanere il più possibile qui per quest’estate, poi da ottobre si vedrà, non voglio pensare a nessun progetto, voglio solo godermi l’estate. Ma nonostante questo, mi tocca muovervi per trovare un lavoro.. non posso starmene di mano in mano. Ho mandato talmente tanti curriculum che ormai tutta Italia ha i miei dati.. ma anche se non mi chiama nessuno, non me ne faccio un dramma:
so che la situazione non è per niente favorevole e intanto il mio pensiero sta altrove.. molto lontano da qua! A volte mi prende così a male che esco di casa e vago senza meta in bicicletta, per andare dove? Per raggiungere cosa? Non so. Però questo mi fa distrarre un po’ e mi fa riscoprire dei posti che non vedevo da tempo, luoghi che scoprivo da bambino con la bicicletta nuova e che avevo rimosso. Uno di questi è il “Sirciuolu” al di là della Cala Brigantina, al Maganuco. Litorale di scogli a mare dove fare anche il bagno. Un altro posto che ho rivalutato e la spiaggia Secondo Scivolo: ottima per lunghe passeggiate, con insenature stupende e rocce che spuntano dall’acqua dalle forme strane, e poi con una bella vista della città! Certo che la bicicletta è il mezzo più utile per girare, puoi andare dovunque.
Durante le mie passeggiate cittadine, guardando all’insù mi è capitato di notare delle bellissime case antiche. Alcune delle quali restaurate bene, con decorazioni liberty e barocche che sono vere opere d’arte. Basta guardare i balconi e i cornicioni delle case del centro ma non solo, anche nelle vie del quartiere Raganzino (Via Verdi, Solferino, Napoli, Garilbaldi) frontoni decorati con visi di donne con fiori in testa, facce strane deformate, simboli che richiamano che richiamano gli elementi marini e i sottobalconi decorati allo stesso modo! Poi la caratteristica delle nostre case è sicuramente la “Ciappetta”, un terrazzino sulla strada, dove sedersi d’estate e godersi il fresco, mangiando una granita e fare qualche chiacchierata con i vicini.
La città si riempie di turisti, anche il Maganuco comincia a riempirsi di bagnanti. Sto facendo nuove conoscenze, anche se non mi prendono per niente per un Pozzallese. Purtroppo i Pozzallesi hanno la convinzione di conoscere tutti, non si rendono conto che ormai la città si è fatta grande è siamo in tanti! “Tu non sei di qua!” mi dicono! Ma quale???? Io Pozzallese sono! Per questo cerco i di riprendere il dialetto il più possibile, anche se non ho l’accento forte Pozzallese, faccio del mio meglio, questo mi fa sentire ancora più Pozzallese e di scherzare con quell’ironia tipica che contraddistingue la parlata di Pozzallo.
E intanto la città si prepara per la festa più importante dell’anno, San Giovanni! Sono ben 7 anni che non assisto alla settimana di festeggiamenti, devo dire che è sempre qualcosa di emozionante, in particolare la processione a mare con tutte le barche appresso, lungo la costa cittadina è veramente bella, e la corona di fiori sulla reliquia del Santo offerta dalla Società Marinara testimonia la grande devozione della città dei marittimi. In questi giorni ho avuto anche l’opportunità di prendere parte a una tradizione che non assistevo da tempo: la conserva di pomodori, o come si dive qua “a fari i buttidghi“! Ebbene si! Sveglia presto, io, Francesco e Giusy in campagna dalla Signora Daniela ad aiutarla a preparare le conserve! Che figata! Ero piccolo l’ultima volta che facevo una cosa del genere ma mia madre non mi faceva fare quasi nulla per paura di farmi male con il “Cavaruni”, una pentola enorme dove si cuociono i pomodori prima di passarli.
Devo dire che è stato un lungo lavoro ma ci siamo divertiti un sacco tra le battute di Giusy e la pazzia di Francesco, alla fine abbiamo riempito più di 300 Bottiglie!!!
È bello sapere che certe tradizioni, certe abitudini e stili di vita non cambiano nonostante il passar degli anni. Alla fine se in tanti amano questa città, e ritornano ogni anno, qualcosa di positivo ce l’avrà. A me piace vivere qua, anche se i problemi ci sono anche qui. Per questo non mi voglio allontanare quest’estate, questo forse è l’unico posto dove mi aiuta a sentire meno la nostalgia di certi luoghi lontani. Voglio riprendere quella vita di un tempo, come diceva un famoso poeta, l’essenza delle piccole cose: quelle risate, i modi di dire e di fare, certi rapporti con le persone, i profumi e i paesaggi che tanto mi sono mancati in questi anni di venute mordi e fuggi. E spesso mi chiedo, se dovessi andare via per tanto tempo da qui, chissà quanto mi mancherebbe questo posto. Sono andato ad una mostra intitolata “Pozzallo, biografia di una città di mare” che tra l’altro verrà presentata anche a New York a ottobre. La mostra, davvero molto interessante, ripercorreva la storia di Pozzallo: c’erano foto d’epoca, eventi storici importanti, tradizioni e storie di tanti Pozzallesi che con i loro sacrifici hanno formato la storia stessa di questa città. Ho trovato anche le foto di un bastimento appartenuto al mio bisnonno paterno, La Mariannina, che emozione leggerlo là! Nel libro delle firme, c’era una frase che mi ha colpito molto, scritta da una signora milanese, e diceva:
Pozzallo entra nell’anima e non ne esce più, andare via è come avere il mal d’Africa…

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