Magic Fraser Island – 2nd day

Sono già tutti svegli e si lamentano della notte appena passata, con la schiena a pezzi per la posizione non proprio comoda in tenda; io avevo il cuscino che mi ero portato per l’aereo e mi ha fatto dormire abbastanza bene, anche se tra sudore e sabbia mi faccio schifo da me! La colazione è servita! Fetta di pane(sabbia inclusa), nutella da spalmare con un coltello che non voglio sapere dove l’hanno preso e com’era ridotto prima di utilizzarlo, succo di frutta dal bottiglione e un pugno di cereali.. siamo in quest’isola neanche da un giorno ma ci siamo già conformati alla vita selvaggia del posto: si mangia con le mani, l’igiene non esiste, vie le scarpe, vie le magliette, costume e piedi nudi, spalmando continuamente la crema solare..“where is the bathroom?” “.. everywhere!!!” anche se appena ti inoltravi un po’ nella foresta per avere un po’ di privacy ti passava lo stimolo, avevi l’impressione che un serpente o un altro animale potesse spuntare da un momento all’altro! Sono le 7 di mattina, il sole splende già forte sopra di noi e le onde dell’oceano continuano ad infrangersi. Mentre mangio il mio sandwich mi fermo a guardare tutto quello che ho intorno a me, sembra così irreale, il cellulare è inutile che lo accenda, non c’è rete, l’orologio non serve.. siamo su un’isola stupenda del pacifico senza nessun contatto col mondo, noi e l’isola, troppo bello! Smontiamo tutto, una lavata di denti veloce (vi giuro mi sentivo un’altra persona! Aspettavo da tanto questo momento!) e siamo pronti per un nuovo giorno all’avventura! Oggi abbiamo l’intera giornata quindi possiamo vedere tante cose: sulla mappa troviamo un punto sosta dove possiamo comprare altra acqua, andare in bagno decentemente e buttare la spazzatura di ieri, Eurog Place, ci dirigiamo là. Oggi niente sentieri, si guida in spiaggia!!! così si balla di meno e si va più veloci, guida Dan, e John dietro comincia a far casino peggio di ieri, non si tiene fermo, è una battuta continua e ci fa morire dal ridere! Le due ragazze del gruppo sono impressionate, specialmente Dana, molto educata e pudica, non sa se riderci appresso o nascondersi dalla vergogna, Jonh ormai l’ha presa di mira e insieme sono uno show! Poi comincia a insegnarci le parolacce nel suo slang, e a sua volta vuole impararle in italiano da me e Giordano e in francese da Yan e Claire e in danese da Jass. A Eurog place troviamo perfino gelati confezionti e finalmente dei bagni decenti!!! ci rilassiamo un attimo, mentre gli altri comprano l’acqua, io e Yan andiamo a riempire la tanica di benzina vuota della jeep di acqua, per qualsiasi uso, non si sa mai, approfittando della fontanella per darci una sciacquata.. siamo proprio delle scimmie ormai! Da qui dobbiamo percorrere tutta la costa orientale dell’isola fino a nord, lungo la strada ci sono tanti bei posti da vedere, il primo che incontriamo è Eli’s Creek: un piccolo laghetto sulla spiaggia formato da un torrente d’acqua freschissima che scende a cascata da una collina in mezzo alla foresta. Ci tuffiamosotto le cascate e nuotiamo verso il laghetto sulla spiaggia, l’acqua è veramente fresca e ristorastrice, una buona occasione per lavarsi un pò! Più si va all’interno più si innalza la foresta, qui troviamo tanta gente che fa il bagno, davvero bello, magari stasera ci accampiamo qua vicino per un bagno preserale. Sulla spiaggia la guida è più tranquilla e spedita, dobbiamo stare attenti alle fosse però e a non andare troppo vicino al bagnosciuga, anche se sta jeep è potentissima! Più a nord ci dovrebbe essere un relitto, mentre ci dirigiamo lì, ad un certo punto sentiamo un rumore sospetto, c’è qualcosa sopra di noi, ci affacciamo ai finestrini e: “oh Fuck!!! It’s a airplane!!!!it’s over us!! turn left, go away!!!” Dan si butta violentemente sulla sinistra e veniamo sballottati di conseguenza. L’aereo da turismo ci passa di sopra e atterra poco più avanti a noi sulla spiaggia. Questi sono matti! Ci volevano atterrare sopra la testa?? In effetti c’erano segnaletiche di aerei in atterraggio e avevamo sentito una specie di clacson, ma pensando fosse un jeep dietro di noi non c’eravamo accorti dell’aereo sopra!
Comunque, arriviamo a Moheno point dove è arenata la nave, è abbastanza grande, e dà un non so che di speciale al paesaggio. L’escursione continua e la prossima meta è Indian Rock, il punto dove il capitano Fraser arrivò e vide gli Alborigeni: è una grande roccia che taglia la spiaggia. Decidiamo di salire su, c’è un sentiero, il sole picchia fortissimo, mi sento bruciare, man mano che si sale il paesaggio è sempre più bello, per non dire in cima dove si riesce a vedere l’altro versante: chilometri di spiaggia bianca con l’acqua color smeraldo e al di là della spiaggia si riesce a vedere la foresta e le altre dune di sabbia più scura.. bellissimo! Qui l’oceano è più calmo e rende questo posto un autentico paradiso! Siamo in cima alla roccia ed è bellissimo notare il burrone che arriva a strapiombo sull’oceano. Ci fermiamo su una roccia e guardiamo l’orizzonte infinito del pacifico, cercando di scorgere qualche balena o squalo o delfino. L’acqua che abbiamo portato con noi è brodo, ma quando hai sete non importa. Ci rilassiamo un po’ lì e poi ci dirigiamo ancora più a nord, passando dietro la montagna tra le dune di sabbia, arriviamo in un posto chiamato Champagne pools e solo dopo capiamo perchè: sono delle piscine naturali formate da roccie a ridosso all’oceano, le forti onde si schiantano sulle rocce e si tuffano dentro formando bollicine dal fondo, come una vera e propria piscina idromassaggio! L’acqua è l’impidissima e si sta che è una meraviglia! Verso le 15 cominciamo ad andare, dobbiamo sceglierci un posto per le tende, e organizzarci per la cena. Mangiamo quello che capita sotto le mani, pomodori, pane, toast e barbeque sauce.. la fame è tanta!Scegliamo un posto vicino Eli’s creek, vicino altre jeep, è sempre meglio stare in compagnia e in più dopo aver montato le tende se rimane tempo possiamo rinfrescarci ancora nel ruscello. Infatti questa volta montiamo le tende velocemente senza problemi, e mentre sistemiamo le robe sentiamo urlare: “DINGOOO!!!” ci giriamo e un Dingo era venuto a curiosare a pochi metri di distanza, più che spaventati eravamo entusiasti di vederlo di persona, è raro incontrarne uno, allora tutti con la macchina fotografica, inseguendolo. Se ci ripenso siamo stati dei matti ad avvicinarci, ma per fortuna era tranquillo e poi si è allontanato da solo in mezzo alla foresta.
Tutto è pronto per preparare la cena: stasera PASTA! Cucino io, e sono tutti impazienti di mangiare la mia pasta, anche perchè siamo affamati! Laviamo quelle poche stoviglie che abbiamo (anche quelle dell’anteguerra), una pentola, dieci piatti.. Dobbiamo preparare una cosa alla volta, prima la salsa per la pasta, doveva essere con zucchine e peperoni ma i danesi invece di prendere le zucchine hanno preso i cetrioli, quindi solo peperoni e i cetrioli ce li mangiamo come antipasto; poi con l’altro pomodoro, lo cuociamo con le salsiccie che abbiamo e le mangiamo con il pane.. è dura perchè lo spazio è limitato, un coltello per tutto e poche forchette, ma più che altro non abbiamo scodelle per mettere i sughetti e le salsiccie, mentre cuciniamo la pasta, quindi dobbiamo utilizzare le tazze di latta e i bicchieri di plastica.. che accampati! Mi giro per sistemare le scodelle sul prato e mi accorgo che gli inglesi e i danesi per la fretta di mangiare cominciano a riempire la pentola con l’acqua della tanca di benzina! “Ehi guys!! what are you doing?? that’s the fuel tank!!!we can’t cook pasta with that water!!!” non ci volevo credere! Va bene che eravamo un po’ di fretta perchè stava calando il sole e affamati, ma l’acqua della tanca di benzina nooooo!!!! io e Giordano ci guardiamo rassegnati, accettando la situazione “Che dio c’è la mandi buona!!!” guardo la pentola e l’acqua era gialla!!!! “oh my God!Pensiamo positivo!Se sopravviviamo anche a questa, non avremo mai più una malattia!” la pasta è troppa per le dimensioni della pentola! Devo girarla in continuazione affinchè non diventi colla, in più ormai è buio e tutti gli altri sembrano assatanati, la fame gli sta facendo diventare più selvaggi di quello che non siamo! Rubano la salsa della pasta, azzannano le salsiccie.. e sta pasta non vuole cuocere!!! ma il peggio si raggiunge quando mi propongono di buttare il sugo dentro la pentola con la pasta cruda che ancora bolle.. “what’s this aurelio? It’s salt, for the pasta.. – Nooo we don’t need salt, eat this pasta!go go“ non volevo crederci! Lì capisco perchè apprezzano la nostra cucina, non sanno proprio cosa significa cucinare!Giordano e Claire si incazzano e cominciano e riprendersi le salse dai piatti degli altri! Mentre io con la torcia i bocca per riuscire a vedere la pentola (era buio pesto!) cerco di scolare la pasta senza scottarmi. Non so come ho fatto ma la pasta fu salvata dalle grinfie dei ragazzi affamati che la volevano mangiare cruda, senza sale.. senza salsa.. senza parole, ma alla fine sono riuscito a preparare dei piatti di pasta DELIZIOSA!!!

Ma quello che la rendeva ancora buona era mangiarla a Fraser island, tutti insieme sotto un cielo stellato pauroso! Dal casino di pochi minuti prima, adesso tutto tace: mangiamo come forsennati il piatto di pasta che ci sembra la cosa più buona che abbiamo mai mangiato, mentre tutti ci fanno i complimenti per la cena squisita in questa notte a Fraser.. “oh I love Italy, Italians do it better, everything! Italian food is the best…” e così via. Quella pasta ce la ricorderemo per tutta la vita, è come è bello mangiare tutti insieme vicino le tende solo con la luce della luna e della miriade di stelle sopra di noi!Fantastico!
È ancora presto per chiudere gli occhi sotto questo cielo, così ci dirigiamo verso l’altro gruppo di ragazzi, dove sentiamo casino: infatti stanno giocando a un gioco inglese con l’alcohol, e non appena ci avviciniamo veniamo invitati a giocare: ogniuno ha un nome con Fuck. Io sono PastaFuck, Giordano PizzaFuck e si gioca: “PastaFuck, PastaFuck, I wanna PizzaFuck.. “ e quello nominato deve rispondere e così via, se sbagli, bevi.. sembra stupido ma vi posso assicurare che è troppo divertente, all’inizio Giordano sbagliava sempre, che ridere! Mentre giocavamo un altro dingo si stava avvicinando ma probabilmente spaventato dalle nostre risate è scappato subito via. Che tristezza pensare che questa è l’ultima notte, io Giordano e Dana ci sediamo in spiaggia, di fronte all’oceano mosso, è bello parlare, di noi, di quanto abbiamo voluto essere qui in Australia e come è bello viverla, rimaniamo a parlare lì per un bel pezzo, ogni tanto guardiamo il cielo cercando di fissarlo nella nostra mente, Giordano cerca ironicamente di fotografarlo ma non importa, “tutto quello che abbiamo visto con i nostri occhi lo abbiamo vissuto appieno e sono sicuro che rimarrà sempre impresso nei nostri occhi!”

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4 risposte a Magic Fraser Island – 2nd day

  1. Elettra ha detto:

    …Ma dai una foto al magico cielo stellato la potevi fare! La tua descrizione mi ha fatto venire una gran voglia di vederlo…Complimenti all’Australia possiede posti che nemmeno ci sogniamo. L’Italia sarà bella per il patrimonio artistico ma non possiede niente, ma proprio niente, di quei posti selvaggi!…Vi siete ridotti peggio dei morti di fame dell’isola dei famosi!!!!…e cmq è vero! Italians do it better!

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  2. Aurelio ha detto:

    qui ci sono così tanti posti meravigliosi e selvaggi allo stesso tempo che ti vien voglia di vederli tutti.. ma sto paese è enorme!si a volte mi fermavo e mi ricordava l’sola dei famosi, ma non si può paragonare a quella, fraser è molto più bella e soprattutto VERA!baci jè

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  3. Massimo Denaro ha detto:

    certo che sentirsi dire “italian food is the best” davanti a due francesi…e pure la pasta con l'acqua della tanica di benza!! che spettacolo!! ahahaha
    e comunque questi racconti rendono tanto quanto una fotografia, lo dico seriamente…ma nessuno si è fatto chiamare SiFuck? ;D

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  4. Aurelio ha detto:

    si saranno sempre impressi nella mia mente.. meglio di una fotografia! :”-(

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