HAKA

A parte che è famosissima e suscita sempre tanto fascino e carica, in particolare ogni qualvolta i giocatori di rugby neozelandesi giocano una partita. Qui all’ostello, dagli schermi proiettano documentari culturali, dove spesso parlano dell’Haka, con i Maori che si esibiscono in abiti tradizionali.

Sta diventando anche un’attrazione turistica, soprattutto nelle piazze del centro storico, mi è capitato di vederne alcuni. Mi sono incuriosito e ho cercato la traduzione di questo “inno” per capire un po’ il significato. C’è da dire che i Maori nascono come popolo combattente. Vivendo su un’isola appunto, non conoscevano altre genti, al di fuori delle loro coste, dovevano quindi essere pronti a difendersi da possibili attacchi esterni, specialmente da popolazioni intimidatorie nei loro confronti. L’Haka quindi, era un inno di benvenuto allo straniero, ma anche e soprattutto, un avviso a portare rispetto! Le espressioni del corpo intimorenti, le smorfie e gli occhi sbarrati infatti, servivano a allo stesso tempo a spaventare lo straniero, come per dire, “qui noi ti diamo il benvenuto, ma stai attento, se volessi farci del male, quello che ti aspetta non sarà piacevole!

Batti le mani contro le cosce,

Sbuffa col petto,

Piega le ginocchia,

Lascia che i fianchi li seguano,

Batti i piedi più forte che puoi,

è la morte, è la morte! È la vita, è la vita!

È la morte, è la morte! È la vita, è la vita!

Quest’uomo dai capelli lunghi,

è colui che ha fatto splendere il sole su di me.

 Ancora uno scalino, ancora un altro, fino in alto,

Il sole splende. Alzati!

All Blacks Haka

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Il Te Papa: viaggio nella storia della Nuova Zelanda.

Mi ha da subito affascinato la storia e la cultura dei Maori e da come mi è stato raccontato e spiegato dai locali che ho incontrato finora, hanno avuto un evoluzione e destino un po’ diverso rispetto agli aborigeni australiani, soprattutto dopo la colonizzazione degli europei.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASi dice che i Maori si siano spinti qui in Aoteaora dalle isole Polinesiane, ma non si sa precisamente quando e come, visto le difficili condizioni di navigazione di questa parte del Pacifico, considerando poi le piccole imbarcazioni dei Maori dell’epoca.

Vivevano qui felici e tranquilli fino a quando sono arrivati gli inglesi, e come già ho raccontato nei posti passati, non sono stati decenni facili per queste popolazioni, anche se si sono sempre difesi più che potessero e questo avrà creato sicuramente una maggiore considerazione e rispetto da parte degli europei, rispetto agli aborigeni australiani. Nonostante sia diminuito notevolmente il numero delle tribù nel corso di questi due secoli, alcune di loro, possono ancora oggi vivere come in passato, avendo tuttavia i diritti e le terre che spettano loro.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Il museo Te Papa, che significa appunto “La Nostra Terra”, illustra in dettaglio la storia morfologica, naturalistica e antropologica della Nuova Zelanda, con un ampia sezione appunto alla cultura Maori. Si possono vedere capanne ricostruite, ed entrarci dentro, la loro cucina, i canti e tradizioni, i vari tipi di tribù e i significati dei Moko, ovvero i tatuaggi sul volto, e i ciondoli d’osso.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAÈ tutto molto interessante e spiegato in maniera interattiva, uno spasso per gli adulti che non annoia e un paradiso per i bambini con i vari giochi creati apposta! Dopo la grande sezione dei Maori, si arriva al XIX secolo, quando il paese diventa ufficialmente colonia inglese, la scoperta dell’oro, le battaglie dei Maori e gli accordi pacifici, fino alle battaglie socio politiche del secolo scorso. OLYMPUS DIGITAL CAMERALa Nuova Zelanda, infatti, è stato uno dei paesi precursore di molte diritti civili. Come per esempio il diritto di voto alle donne, nel 1890! E quello dei Maori pochi anni dopo!

C’è anche una parte che riguarda i disastri naturali come per esempio i terremoti più forti di questi ultimi anni, con foto, video e addirittura una riproduzione di una scossa: si entra in una casa ricostruita, con mobili e utensili e all’improvviso arriva la scossa e la vivi di persona!OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

 

Infine c’è la parte più divertente, che riguarda la cultura, l’identità dei Kiwi, il loro modo di vivere e anche il loro accento particolare. Se non sei neozelandese, è un po’ difficile capire chi siano i personaggi che hanno fatto la storia nazionale, ma le tabelle descrittive ti aiutano a capire; comunque sia, da quello che vedo, sti neozelandesi, sembrano proprio un popolo con tanto senso dell’umorismo. Ma che simpatici!

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Vacanza Prolungata? No worries! Alla scoperta di Wellington.

Inizio la mia giornata veramente alla grande: in teoria, sarebbe ora di tornare a Melbourne, e riprendere a lavorare.. ma la Nuova Zelanda mi sta piacendo così tanto e sto così bene che vorrei rimanere a viaggiare ancora un po’ e prolungarmi fino all’isola del Sud. Me ne hanno parlato talmente bene, che non posso non approfittarne!

Così chiamo Louisa, la mia boss, e provo a spiegare la cosa, sempre se fattibile e senza complicazioni.. la sua risposta? “Ok mate! Nooo worries! But only one week more allright? Then we need you here!” … La risposta inaspettata e totalmente tranquilla mi fa andare l’umore al settimo cielo! Io adoro gli australiani e la loro visione della vita! Esco dall’ostello come un vincitore del lotto, è mattina presto e si prospetta una bellissima giornata! Wellington sei tutta mia!
InizioOLYMPUS DIGITAL CAMERA il giro dal quartiere amministrativo della città, vicino l’ostello, dove si trovano palazzi più importanti della città, da quelli più antichi a quelli più recenti, tra cui questi ultimi il famoso Beehive ovvero, l’alveare. Ebbene sì, un palazzo costruito negli anni ’
70 a forma di alveare, che fa parte del parlamento. Come spesso accade, per queste architetture non convenzionali, c’è chi lo adora, c’è chi lo disprezza, ma è talmente famoso che è diventato il simbolo architettonico della città.

Accanto, la più austera e neoclassica Casa del Parlamento, OLYMPUS DIGITAL CAMERAmentre si distingue la neogotica biblioteca parlamentale. Ma forse l’edificio con più valore è il palazzo governativo, il più antico, del 1880 circa, fatto tutto in legno, uno dei più grandi al mondo, e ci si deve avvicinare per realizzare che non è pietra!

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Proseguo per la via principale della città, Lambton Quay, piena di negozi e uffici, è ancora presto ed è quasi tutto chiuso e silenzioso, così salgo verso la fermata della funivia per godere della vista panoramica della città e visitare i giardini botanici. La salita in funivia dura circa 10 minuti e dalla terrazza panoramica si può ammirare tutto il panorama della città, dalla baia al Monte Vittoria, veramente bello. OLYMPUS DIGITAL CAMERADa lì, si accede ai giardini botanici: meravigliosi! Forse i più belli che abbia mai visto: è un tripudio di fiori colorati di tutti i tipi, da quelli occidentali a quelli più esotici e poi piante altrettanto diverse, tra cui sovrastano le famose Newzealand feather, che sono anche il simbolo della nazione! Per esempio, i giocatori di football neozelandesi, gli Allblack (quelli famosi per il rito Aka, per intenderci), l’hanno adottato come simbolo.

 

Passeggio con piacere tra questo tripudio di piante e fiori, mi rilassa molto e vedo con piacere tante famiglie con i loro bambini che fanno altrettanto!OLYMPUS DIGITAL CAMERA Ho sempre notato questa tendenza a portare i bambini a contatto con la natura, molto più che in Europa. È una cosa molto bella e importantissima, perché fa crescere i bambini con un alto senso di rispetto per la natura! E allo stesso modo si divertono e respirano aria buona, invece di stare a casa a giocare con i videogiochi o chiusi in una stanza.

Alla fine percorro tutto il giardino e pranzo anche lì, seduto sul prato e godendo del sole.. ahh life is beautiful!

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Scendendo dalla funivia, ritorno su Lambton Quay, che sono le 12 passate e sembra quasi un’altra via: gente che va e viene, cafè affollati, musica e molto movimento. Da li vado a Civic Square, OLYMPUS DIGITAL CAMERAuna grande piazza con il palazzo del comune, la biblioteca comunale, ma la struttura che desta più curiosità sembra essere una pedana in legno per bambini, è abbastanza grande ma non riesco a capire a cosa si ispiri, dalla mia immaginazione, direi ad una antico battello o galeone, anche perché non lontano c’è proprio il museo della navigazione. Fatto sta, che è ben riuscita!

 

Visto la popolarità suscitata dai bambini e non solo! OLYMPUS DIGITAL CAMERALa piazza è un misto di antico e moderno e a pochi metri si trova il famoso Te Papa, il museo di cultura Maori che andrò a visitare di sicuro.

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In Viaggio Verso Wellington

Il mio viaggio in Nuova Zelanda continua verso sud, prossima destinazione Wellington, la capitale; passando per Rotorua e facendo una piccola sosta a Taupo. Entrambe cittadine famose e abbastanza turistiche: la prima per i famosi geyser che producono anche un forte odore di zolfo e la seconda per gli sport estremi, tanto di moda per chi viene qui, come per esempio il bungee junping, da ponti altissimi o il lancio in paracadute.. io non ho fatto nessuno dei due, anche perché costano un bel po’.

Comunque in zona c’è la più alta concentrazione di villaggi Maori, uno dei quali trasformato in un vero museo all’aperto peri turisti.. un po’ troppo direi.

Ovviamente, in giro per la NZ, ci sono anche villaggi dei Maori che mantengono lo stile di vita tradizionale, salvaguardati dal governo e riconosciuti come tali, ma parlando con una ragazza di origine maori sull’autobus, mi diceva che il governo cerca sempre con qualche scusa di togliere pezzi di terra e per questo bisogna sempre combattere.

Sia Rotorua che Taupo sono a ridosso di un cratere vulcanico spento, per questo abbastanza alti. La NZ è disseminata di vulcani, molti dei quali spenti e ogni roccia che si vede, soprattutto nelle coste, ha quella origine, ecco perché hanno forme e colori particolari.

Il vulcano principale ancora attivo è il Ngauruhoe a sudovimg_2927-1024x768est dell’isola del nord. (Vedi foto, presa da internet)

Oltre ad essere una terra vulcanica è anche una terra montagnosa ma soprattutto sismica! I terremoti qui sono comuni e ce ne sono stati alcuni anche molto dannosi! E l’ultimo è stato proprio l’anno scorso, con magnitudo 7 della scala Richter! La parte più sismica è l’isola del sud, dalle parti di Christchurch.

La Nuova Zelanda è un continente abbastanza giovane, che ha sviluppato il suo profilo territoriale in poco tempo rispetto agli altri continenti. Si trova esattamente sopra la placca australe e quella pacifica, entrambe spingono l’una contro l’altra e con il passar dei secoli hanno formato tutta la spettacolare catena montuosa e purtroppo ancora oggi terremoti potenti!

Ma eccomi a Wellington, la capitale!

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Posta all’estremo sud dell’isola settentrionale, ha una ottima posizione per gli spostamenti all’interno del paese. Nella cultura Maori, è conosciuta come Te Whanga Nui a Tara, ovvero la città della tribù Whatonga, i quali si stanziarono qui dopo aver mandato in esplorazione il figlio del capo tribù, Tara, fondando successivamente la tribù Ngati Tara, vivendo qui serenamente. Fino a quando arrivarono gli inglesi nel 1840, i quali, prepotentemente si appropriarono dei terreni Maori, fondando Port Nicholson, che istituirono successivamente capitale, nominandola col nome odierno. Tuttavia, la cultura Maori, come in tutta la NZ, non è scomparsa, anzi! Ci sono villaggi dove vivono i discendenti delle antiche tribù, e nella stessa città, la cultura maori è presente dovunque.

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Tutti mi descrivono la città come la Windy-Welly, così come è soprannominata, ovvero perché il tempo qui può essere veramente impervio, specialmente le raffiche di vento, molto frequenti che non ti permettono neanche di camminare! E devo dire che non appena scendo dall’autobus, capisco subito il perché del suo soprannome!!

 

L’ostello è un po’ strano. È un ex albergo anni sessanta, con mobili in legno stile rovere,un po’ datati, ma tutto sommato c’è una bella sala relax, con tavolini e servizio al tavolo! Ai piani superiori ci sono le stanze di albergo, mentre nei piani superiori quelle dell’ostello. Infatti la gente che si trova è un po’ un misto tra backpackers, e famiglie, il che crea un’atmosfera piacevole.

La serata è messa male, ed io sono abbastanza stanco. Mi metto comodo in una della poltrone in sala e con la mia guida, organizzo le mia prossime giornate in questa città che si prospetta molto stimolante!

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Vaniddaru is BACK!

Salve a tutti!

Ebbene sì. Vanigddaru è tornato.

Era da tanto tempo che ci pensavo e finalmente ho riaperto il blog!

È stato il mio diario di viaggio per quasi tre anni, in quella splendida terra chiamata Australia e voi eravate in tanti a leggere e condividere con me le mie esperienze.. poi, la decisione di tornare in Italia.. e da quel giorno il blog è rimasto lì.. fermo, incantato in quel bel viaggio in Nuova Zelanda, senza aver terminato di raccontare..

.. era come se il Vanigddaru fosse sparito all’improvviso..

Per me era come se una parte di me fosse rimasta lì, in Australia, e non ero più in grado di aggiornare le mie esperienze.. di cosa dovevo parlare? Del mio noioso ritorno?

All’inizio lo intendevo come un fallimento, ma la vita non è un fallimento, è un’evoluzione. È fatta di scelte, a volte impulsive, a volte ponderate ma in ogni caso, si deve andare avanti.

Non si sa mai cosa ti riserva il futuro, e proprio per questo, si deve affrontare con coraggio.

Adesso sono qui, con la mia nuova vita, contento e soddisfatto e l’Australia per me rimane sempre qualcosa di particolare che porterò nel cuore.

E di cose ne sono successe in quest’ultimi anni!

Ma soprattutto, ho ripreso a viaggiare, tanto! Conciliando lavoro e divertimento.. Ma mi mancava qualcosa.. CONDIVIDERLI! Perciò, perché non ritornare a scrivere dei miei viaggi? Privati o lavoro che siano? Sono pur sempre belle esperienze, scoperte, sensazioni diverse in ogni posto.

Da quando sono tornato in Italia sono successe tante cose, tantissimi cambiamenti repentini, spesso non riuscivo a reggere il ritmo frenetico e a rendermi conto di quello che stessi facendo. Nel frattempo ho viaggiato tantissimo e ho visto tantissimi posti, in alcuni ritorno spesso volentieri e pian piano voglio raccontarvi tutto! Per condividere le mie sensazioni con voi, viaggiare con voi, e perché no, dare ispirazioni per il vostro prossimo viaggio!

Non mi piace lasciare cose a metà, quindi innanzi tutto voglio finire di raccontare il viaggio in Nuova Zelanda. Poi inizierò man mano con i luoghi che conosco meglio, si accettano anche richieste! 🙂

Come potete vedere, ho spostato il Vanigddaru su una piattaforma più professionale, WordPress, ma ho cercato di mantenere lo stile originale. Ho semplificato il nome senza la G, quindi cliccando semplicemente Vaniddaru.com, accederete subito nel mio mondo!

Anche qui potete iscrivervi per restare aggiornati sugli articoli e ovviamente commentare (se lo fate da anonimo, firmatevi solo con il vostro nome, se vi conosco, vi riconoscerò 😉 )

E quindi, si parte! Spero possa emozionarvi ancora con i miei racconti. Sono graditi i commenti, i vostri pensieri, i vostri consigli.

Quindi, Let’s start! Vaniddaru is back! Ready for take off!

Stay tunes!

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