Christchurch: una città “Cozy” ovvero, che ti fa star bene.

La mia permanenza a Christchurch è molto piacevole, rimango a girovagare per la città, visito il Canterbury Museum, che si focalizza sulla cultura maori delle tribù di zona, e qualche galleria d’arte.

Trascorro le mie serate prettamente a SOL square dove mi capita di parlare anche con qualche locale.

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La mia impressione è che Christchurch è proprio una città a misura d’uomo, non sembra di stare in una città perché le strade, gli edifici bassi e lo stile di vita lento e relaxed, rendono il tutto molto accogliente e facile. Le persone mi sembrano poi molto accoglienti, ma d’altronde, ho notato questo in tutta la Nuova Zelanda devo dire, è proprio una prerogativa dei kiwi e mi fa legare ancora di più a questa terra!

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Christchurch devo dire ha confermato le mie intuizioni: quando passeggiavo per il parco del fiume, o prendevo un caffè a New Regents st, sentivo un grande senso di star bene e quasi non volevo andar via .. ma purtroppo il mio viaggio è terminato e anzi, devo ringraziare enormemente i miei boss della scuola che mi hanno permesso di prolungare la vacanza e arrivare fino a qui e vedere questa bellissima città.

Il mio aereo decolla e lascia la terra neozelandese.. sento un po’ il magone.. ritorno nella mia Melbourne, che adoro! Ma la Nuova Zelanda e in particolare Christchurch mi rimarranno nel cuore! Spero proprio di ritornarci un giorno.. chissà.

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Bye Bye my lovely Christchurch, Goodbye New Zealand! Alla prossima!

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ed infine.. CHRISTCHURCH!

Buongiorno da Christchurch! La giornata inizia molto presto, visto che con la voglia di vedere più possibile mi sono svegliato prima del previsto e non ho perso tempo.

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Dopo una veloce colazione ostello, decido di andare a piedi fino in centro, visto l’ostello Old Countryhouse non è poi così lontano. La mia prima impressione mentre cammino verso il centro città è un po’ triste: infatti, percorrendo Gloucester st, vedo cantieri e transenne d’ingresso vietato, molto negozi chiusi e tanti lavori in corso.. poco dopo mi accorgo che tutto questo ha un motivo: proprio 5 mesi fa c’è stato un violento terremoto in città, del 7 grado della scala Richter, che ha provocato molti danni agli edifici, e tutto questo è visibile per le strade della città..

Seguendo il mio itinerario, arrivo alla cosiddetta SOL Square, una zona di pochi isolati, fino a qualche tempo fa abbandonata, con edifici vecchi, che è stata riqualificata e trasformata in zona di pub, negozi e boutiques.

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È mattina presto ed essendo una zona che vive di sera, è abbastanza silenziosa, ma approfitto per fare un giro nei vari vicoli e magari programmare una birrozza stasera in qualche pub carino. Da qui percorro High street con i tram storici che vanno su e giù per arrivare nella famosa piazza della cattedrale. Christchurch infatti, fondata nella metà del 19. Sec, doveva essere la città più in stile inglese della Nuova Zelanda, e devo dire che si vede soprattutto dall’architettura degli edifici in stile gotico e le innumerevoli chiese molto British. La famosa cattedrale di Cristo, che dà anche il nome alla città, è una graziosa chiesetta in stile gotico inglese in mezzo ad una grande piazza, da dove si diramano le strade del centro, si nota subito che è qui da dove si è sviluppata la città.

In verità, quando mi parlavano della cattedrale, mi aspettavo un’enorme chiesa, tipo come quelle nostrane europee, ma quando arrivo nella piazza, mi trovo una chiesetta di medie dimensioni e questo la rende ancora più graziosa. Ha un bellissimo rosone e un campanile, sembra più una chiesetta di campagna.

Gli interni sono molto curati e i custodi sono felici di mostrarti la gemma della loro città. Poco distante dalla cattedrale c’è una specie di centro commerciale in vetro dove all’interno passano i tram! Che figata! È la Cathedral junction, il capolinea dei tram storici dove partono i tour. Il fatto di vedere i tram, mi ricorda più Melbourne che Londra.

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Dopo un giro per negozi, mi dirigo verso New Regent St e li trovo qualcosa che non mi aspettavo: un isolato con tante casette colorate in stile spagnoleggiante o coloniale del sud America.

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Una zona che mi affascina molto, piena di bar e ristoranti, forse un po’ turistica ma certamente molto particolare.

Verso Nord del centro, si trova il piccolo parco del fiume Avon, che attraversa la città. Noto che per il fiume navigano delle barche tipo gondole, con rematori in divisa che ricordano molto i gondolieri di Venezia, una bellissima attività da fare nelle belle giornate, proseguo il fiume su Oxford terrace, ammirando i giardini curatissimi e le persone che si rilassano sui prati. È tutto molto grazioso e romantico. Lungo il viale che segue il fiume, si trovano monumenti e palazzi storici, tra cui il Bridge of Remembrance in memoria della seconda guerra mondiale, dove scopro anche che neozelandesi hanno combattuto in Italia.

Proseguendo si arriva ai giardini botanici: un’apoteosi di colori piante e fiori da tutto il mondo! Sono parecchio grandi e rimango impressionato dalla cura dei giardini!

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Dalla West Coast a Christchurch a bordo del TranzAlpine! Uno spettacolo dietro l’altro.

Ho deciso che la mia prossima destinazione sarà Christchurch, attraversando  la West Coast! Ma farò qualcosa di particolare.

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Mi recherò a Greymouth in bus per percorrere la costa oceanica, che mi hanno detto merita veramente e una volta arrivato lì, prendere il famoso treno TranzAlpine e raggiungere Christchurch attraversando le montagne. È uno viaggi in treno più spettacolari e molto famoso nell’isola del sud, tra i viaggiatori. Non perdo assolutamente tempo, voglio partire domani, anche perché mi rimangono pochi giorni se voglio rimanere un po’ a Christchurch.

Il Bus parte puntuale da Nelson e per le prime ore attraversa entroterra. Appena arriviamo nei dintorni di Charleston, è lo stesso autista che avvisa i viaggiatori di prepararsi alle viste panoramiche delle scogliere.

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Non solo! Comincia a guidare anche più lentamente per poter fare foto e goderci le viste, poi all’improvviso, si ferma in una piazzola e ci chiede se vogliamo scendere! Sembra un tour organizzato, ma non lo è!

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È un bus più o meno di linea, ma è prettamente pieno di viaggiatori come me e, siccome siamo in Nuova Zelanda, sia l’autista che i pochi locali che si spostano, non si disturbano affatto a fare delle soste, anzi si rallegrano che persone provenienti da paesi diversi e così lontani, godano delle bellezze della loro terra..

Ma come si fa a non amarli questi Kiwis???

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Prima di arrivare a destinazione, l’autista ci avvisa che ci fermeremo in uno dei posti più popolari della costa: la cosiddetta, Pancake Rock, un complesso roccioso, scolpito dal vento che sembra veramente una montagna di tante pancake accatastate una sopra l’altra. C’è un vero e proprio sentiero da fare e tutti i viaggiatori come me, ne approfittano per fare un giro e delle foto. Molto caratteristico. Il bus ci lascia alla stazione di Greymouth dove mi attende il famoso treno, transalpino. È una linea storica ormai, che dal mare Tasmano, attraversa le alpi centrali dell’isola e arriva fino a Christchurch, sull’Oceano Pacifico, per poi proseguire fino a Piction, a nord.

Il treno parte e dopo alcune ore si sente già la differenza di temperatura, soprattutto se si sta fuori.

Il paesaggio diventa sempre più intrigante, con montagne innevate e laghi e paesaggi selvaggi; spesso attraversa passaggi abbastanza stretti e tantissime gallerie, tra cui una delle più lunghe, 8,5 km.

Tutti sono incollati al finestrino e io rimango la maggior parte nel vagone aperto per godere di più il paesaggio, fin quando resisto al freschetto. Ci divertiamo con gli altri viaggiatori nel vagone aperto a cercare di tenere l’equilibrio perché è un susseguirsi di curve. Nei dintorni di Arthur Pass, il treno si infila in un labirinto di gole e burroni che fanno quasi paura a guardarle, tra viadotti e gallerie; una salita che viene chiamata proprio Staircase (la scalinata), davvero mozzafiato!

Da lontano si vedono terre aride e fiumi dall’acqua smeraldo, montagne ma soprattutto PECORE! Tanti pascoli di pecore. Devo dire che lo scenario è molto affascinante e un ottimo mezzo per spostarsi e godersi la magia della natura neozelandese.

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Lo splendido viaggio finisce a Christchurch, dove arrivo alle 18:00.

Carico di adrenalina dopo il TranzAlpine, raggiungo il mio ostello sul tardi felice e impaziente di conoscere questa città che, mi ha sempre suscitato interesse fin dall’inizio del viaggio, non so perché, ma sento che mi piacerà e sarà anche l’ultima tappa del mio viaggio in Nuova Zelanda. Buonanotte.

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ABEL TASMAN National Park (ritrovare se stessi).

Ma il mio motivo principale per cui sono venuto qui è l’Abel Tasman National Park, per cui, dopo un bel pomeriggio caldo in giro a Nelson, torno in ostello per pianificate la giornata.

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Ci sono tantissimi tour organizzati ma preferisco fare le cose in solitaria. Vado in bus fino a Marahau e da lì prendo una delle tante barche che ti portano in giro per la baia. Io prendo un semplice watertaxi che fa diverse fermate, così nel frattempo vedo anche le altre spiagge del parco marino: sembrano veramente stupende.

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Ci sono diversi yacht e barche festaiole in giro per la baia, spesso in alcune spiagge si trovano vere e proprie feste affollate. Io decido di scendere all’ultima fermata, nella baia Torrent, alla spiaggia detta Anchorage; il tassista mi spiega che da qui, so più tornare indietro e percorrere il sentiero del parco, sono tanti chilometri, ma voglio proprio farlo! E poi, è quella che consigliano per chi vuole stare in pace con la natura, senza drinks alcolici e musica tecno.

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Sono da solo; il signore mi lascia al pontile e appena la barca si allontana, mi ritrovo in una spiaggia deserta, da solo con la natura e il suono dolce delle onde che si infrangono nel bagnasciuga.. mi sembra di vivere una scena di Robinson Crusoe. All’inizio provo una strana sensazione ritrovarmi completamente da solo in una spiaggia in mezzo all’oceano.. ma poi realizzo quanto sia speciale e fantastico godersi un posto così bello tutto per sé! Inizio a fotografare ogni angolo e a girovagare tra gli scogli.. è stupendo! Mi viene in mente una delle mie canzoni preferite: Enjoy the Silence..

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Dopo diversi bagni e tanta crema solare, inizio a percorrere il sentiero che mi dovrebbe portare al punto di partenza: c’è una mappa all’entrata, fino a Marahau: 13 chilometri e 4 ore di camminata!

Ce la posso fare dai! Non ho fretta. Il sentiero passa attraverso una piccola foresta tropicale, con tanti punti di osservazione, a volte è così in alto che si può vedere parte della costa del parco.

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Ogni tanto trovo altre piccole belle spiagge e via, un altro tutto rinfrescante. Esplorare il parco in questo modo è stupendo, senza orario, senza fretta, circondati dalla rigogliosa natura neozelandese: sono stracontento di tutto quello che sto vivendo! È una sensazione bellissima. Dopo non so quante ore, arrivo pian piano a Marahau. Lì un cane mi viene incontro appena mi vede, come se mi conoscesse o mi stesse aspettando, troppo simpatico! Mi metto a giocare con lui, e insieme al mio nuovo amico, rimaniamo ad ammirare in paesaggio e un bel tramonto, prima di prendere di nuovo il bus, che mi riporta a Nelson. Vorrei rimanere qualche altro giorno in più qui.. ma devo sfruttare i pochi giorni che mi rimangono per vedere altre cose.

Devo dire che quella di oggi è stata un’altra bellissima esperienza indimenticabile che farà parte delle High lights di questo viaggio in Nuova Zelanda! In generale tutto questo viaggio mi sta caricando di energia positiva, ma oggi particolarmente mi sento molto fortunato e felice. Grazie Abel Tasman.

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Goodbye Wellington. Benvenuto nell’isola del Sud!

Pronti a Salpare! Il viaggio in traghetto verso Piction è stato molto divertente e panoramico.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo aver lasciato la baia di Wellington con la città alle spalle, si nota subito che siamo in pieno oceano. Il traghetto inizia a ballare un po’ di più e si intravede già la costa dell’isola del Sud. A sorpresa, mentre ammiravo il panorama dal ponte, noto che dei delfini ci fanno compagnia, e ci seguono per un bel tratto prima di arrivare vicino la costa.

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Man mano che ci avviciniamo al porto di Piction, si notano delle insenature tipo fiordi norvegesi, molto affascinanti, visto che ci navighiamo in mezzo, prima di attraccare. Benvenuti a Piction. Da qui ho deciso di prendere un bus e andare verso Nelson: mi hanno parlato di un parco marino con spiagge stupende, e non posso assolutamente perderlo visto che sono in zona; è anche uno dei posti da visitare in questa parte di isola, quindi prenoto l’ostello che compariva in tante pubblicità, ottimo per la posizione (davanti al porto) ma anche per i prezzi e organizzo già la prossima avventura.

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Appena arrivo in questo famoso ostello.. mi sembra di stare in una di quelle feste in piscina americane.. all’impatto molto bello, moderno e festaiolo.. ma mentre mi dirigo nella mia stanza, realizzo che la cosa non è che mi attiri molto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa piscina sembra un parco acquatico e le persone un po’ troppo.. vanitose direi. Tutto troppo stile americano per i miei gusti. Va be, non penso di trascorrerci tanto tempo. Tutto sommato, molto pulito e organizzato. Per un attimo decido di stare in piscina anch’io, e mentre cerco di farmi influenzare dall’atmosfera “cool” e dalla musica ad alto volume, noto che al mio tavolo c’è una ragazza italiana. Provo subito a fare amicizia, ma lei è più interessata a smanettare al computer e fare chiamate con skype; e sembra quasi che le dia anche fastidio. Ok, ho capito, devo fuggire da qua e tornarci solo stasera per dormire.

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Prendo guida e macchina fotografica e via in giro per Nelson. Il centro non è lontano e non c’è tanto da vedere, ma è tranquillo e molto silenzioso. Passeggio per la tipica strada principale pedonale con negozi, e una collina con su una chiesa, pensando già all’Abel Tasma National Park che vedrò domani.

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